La qualità del messaggio non può essere superiore alla qualità di chi lo trasmette”. Questa è stata una delle considerazioni emerse in occasione dell’intervento di Rodolfo Cavaliere presso l’ITIS Q.Sella con docenti del gruppo “Attenzione alle problematiche giovanili” dell’Itis Q.Sella dal titolo “Comunicare per insegnare”.
È noto a tutti che la comunicazione è prevalentemente non verbale, ciò significa che per trasmettere correttamente un messaggio occorre lavorare su quest’area, la quale, dipende soprattutto da meccanismi che non sotto il nostro controllo cosciente. Numerosi studi ribadiscono l’importanza dell’imitazione nel processo di apprendimento, per questo motivo ciò che si è diventa più importante di ciò che si dice occorre lavorare molto per migliorare ciò che si è prima ancora di ciò che si dice.
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Il Gruppo APG è attivo da anni ormai e si occupa in maniera prioritaria di offrire un occhio di attenzione mirato, un’accoglienza e presa in carico, attraverso la collaborazione con la psicologa Alessandra Tamiati, alle diverse forme di disagio che gli studenti possono manifestare  ed esprimere nel corso della loro presenza a scuola. Regolarmente i docenti si dedicano a spazi di approfondimento e confronto in merito ai temi della comunicazione,  delle possibili forme e tematiche attraverso le quali il disagio in adolescenza può manifestarsi.
Alessandra Tamiati, psicologa di riferimento del progetto, ha così commentato l’iniziativa di Sempre Meglio voluta dal coordinatore del gruppo APG Federico Fumero : “Il contributo portato da Cavaliere (con coinvolgimento e un’esperienza costruita ed arrichita nel rapporto con gli adolescenti) potrebbe essere letto come un voler rimarcare l’attenzione che la scuola e nella fattispecie i docenti riservano all’alunno come persona vista in tutte le sue sfaccettature, non solo in un’ottica di apprendimento e rendimento ma anche come individuo che porta esigenze, criticità,  richieste ma anche emozioni,  potenzialità,  spunti perché il rapporto di insegnamento – apprendimento possa vedere attivamente impegnate entrambe le parti coinvolte. Scopo dell’incontro è stato infatti il cercare di fornire alcuni stimoli per un’autocritica personale come insegnanti, alcune riflessioni sui fattori principalmente motivanti in qualità di docenti ed educatori e qualche strumento nuovo da testare per ritrivare energia nuova. Senza tralasciare gli aspetti emotivi, un’attenzione esplicita alla parte più propriamente comunicativa può arricchire l’intervento portato avanti dai docenti in un’ottica di apprendimento e di maturazione dello studente.”
Tra le novità di questo intervento c’è stata la proposta dell’utilizzo di uno strumento concreto per gli insegnanti, ovvero una meditazione-rilassamento per centrarsi sui propri obiettivi e per liberarsi dai fattori de- potenzianti che possono limitare la loro efficacia nell’insegnamento.