Il fatto che mente e corpo siano profondamente collegati tra loro è un concetto ormai noto quasi a tutti e universalmente accettato. Esistono numerosi studi riferiti alle performance sportive che confermano quanto un adeguato allenamento mentale collegato al gesto motorio migliori il gesto stesso.

Si vedono moltissimi atleti di discipline come tuffi o salto in alto che, poco prima che sia il loro turno, chiudono gli occhi o gesticolano simulando e ripetendo mentalmente ciò che stanno per eseguire.

Ma cosa occorre fare esattamente per rendere efficace questa buona abitudine?
Basta rivedere se stessi, come su uno schermo, eseguire il tuffo o il salto vincente?
Non solo. Ciò che fa la differenza è richiamare alla mente le sensazioni e le percezioni corporee che abbiamo sperimentato durante il gesto perfetto.
Mi sono avvicinato per la prima volta alla meditazione e al rilassamento attraverso le tecniche di dinamica mentale”Metodo Silva” nel 1997 e da allora lo pratico quotidianamente per ottenere un miglior stile di vita, una miglior “centratura” su me stesso ma soprattutto l’ho applicato e lo applico tuttora alla mia vita di atleta e di allenatore.
Gli effetti benefici della meditazione e del rilassamento sulle capacità motorie derivano principalmente dal fatto che si riaprono canali di percezione del proprio movimento e del proprio corpo che nella frenesia della quotidianità si sono persi.
Ogni qualvolta riesco a meditare rendo più efficaci e chiari i feedback del mio corpo principalmente grazie al fatto che rimuovo progressivamente sempre più tensioni e sono in grado di percepire sensazioni nuove e più profonde.
Il nostro corpo è molto bravo ad autoregolarsi e a ritrovare l'”equilibrio” se il sistema è pulito.
Un esempio interessante e concreto di questo rapporto diretto tra meditazione e benefici corporei lo ritroviamo in un protocollo di sperimentazione effettuato dal dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’Università di Udine al liceo Stellino.
Come ha dimostrato lo studio effettuato su 138 ragazzi di prima superiore, ben descritto nell’articolo del Messaggero Veneto che riportiamo, dopo 5 mesi di meditazione quotidiana gli studenti hanno ottenuto: riduzione dello stress, aumento della concentrazione e benefici relativi alla percezione del proprio corpo.
Rispetto al gruppo di controllo che non ha seguito alcun protocollo, chi ha eseguito esercizi fisici ha ottenuto un miglioramento del 53,4%, chi ha meditato è migliorato del 44,7%, mentre chi ha abbinato le due pratiche addirittura del 58,9%.
La meditazione e l’approccio più rilassato al movimento possono contribuire a miglioramenti consistenti delle abilità motorie. Essere rilassati mentre il proprio corpo è in movimento non significa essere “molli” o passivi, ma significa essere in ascolto di se stessi e lasciare decidere alla propria intelligenza motoria quando è il momento adatto per saltare, scattare, velocizzare un movimento.
Quella volta che avete provato un movimento magico e perfetto avete memoria di sensazioni di sforzo e controllo o di rilassatezza e sintonia profonda con abilità che neppure sapevate di avere?
Ma dal punto di vista pratico tutto questo cosa significa?
Prevediamo in ogni nostro allenamento del tempo per svolgere esercizi in maniera rilassata e in ascolto delle diverse parti del nostro corpo: Che rumore fanno i miei piedi quando corro? Le mie spalle sono rilassate? e così via..
Rifuggiamo da quelle situazioni di forte stress che portano il nostro corpo a contrarsi eccessivamente in maniera innaturale e ci inducono sensazioni di eccessivo dispendio energetico. Servono solo a cristallizzare in noi situazioni che disturbano i canali di feedback di cui la nostra intelligenza motoria ha disperatamente bisogno per “stupirci” con movimenti straordinari. Ad esempio non proponiamo o accettiamo esercizi in cui la fretta è più importante della velocità e della fluidità.
Non creiamo situazioni in cui viene premiato lo sforzo o il numero di ripetizioni senza attenzione al movimento rilassato e alla sensazione corretta.
Meno stress e ansia durante il movimento portano a miglioramenti esponenziali.
Nel peggior periodo della mia vita di atleta dal punto di vista prestazionale ricordo che ad ogni allenamento mi sforzavo come un pazzo, cambiavo più e più magliette e alla fine avevo speso così tante energie fisiche e mentali per controllare il mio corpo e per ricordarmi tutte le istruzioni che mi venivano date che mi sembrava di aver corso una maratona.
Naturalmente non mi divertivo e in me cresceva grande frustrazione.
Solo imparando a focalizzarmi sulla percezione, invece di sforzarmi di capire e ricordare, sono riuscito a fare il salto di qualità e a tornare a gioire dei miei movimenti.
Rodolfo Cavaliere