Come sportivo professionista, allenatore e preparatore atletico ho seguito o visto seguire vari protocolli riabilitativi post infortunio consigliati da medici e/o fisioterapisti.
Ad inizio aprile una mia atleta ha avuto un infortunio grave al ginocchio. Non ha potuto eseguire subito gli accertamenti di routine e le avevano consigliato riposo e tutore rigido per almeno i primi 20 gg.
Dopo dieci giorni di stampelle, gamba in alto e molto tempo trascorso sulla Pancafit in postura decompensata siamo andati dal Dott. Raggi.
Il ginocchio non aveva alcuna fiducia di poter neppure reggere un terzo del peso corporeo eppure dopo un’ora e mezza in cui il Dott. Raggi ha lavorato per ripristinare prima passivamente e poi attivamente il movimento fisiologico di flesso estensione e anche di lieve rotazione della tibia, il tutto in postura decompensata, l’atleta è tornata a casa camminando liberamente e senza alcuna ginocchiera o supporti simili.
Il protocollo consigliato dal Dott. Raggi avrebbe previsto una seduta a settimana e nessun altro intervento per lasciare il tempo al corpo di riorganizzarsi.
Per vari impegni abbiamo dovuto attendere 10 giorni per la seconda seduta durante la quale i piccoli fastidi residui sono progressivamente spariti e il ginocchio poteva compiere sempre più movimenti senza dolore.
La settimana successiva l’atleta in questione correva sulla sabbia!
Il miglioramento dopo neppure un mese dall’infortunio è stato così grande che abbiamo iniziato il percorso di ri-atletizzazione con leggeri esercizi di rinforzo in catena cinetica chiusa ma dopo solo qualche giorno abbiamo notato una regressione nelle sensazioni di benessere e funzionalità del ginocchio.
E’ stata necessaria una terza seduta per riequilibrare l’atleta e la cosa stupefacente è che il miglioramento è stato ottenuto lavorando “solo sulla gamba non infortunata”, in catena chiusa, con il metodo delle posture decompensate; il risultato è stato immediato ed il recupero di mobilità articolare è stato come non mai. Le catene muscolari giocano un ruolo fondamentale anche nel creare blocchi protettivi e compensi adattativi.
Dopo questa esperienza mi sono fermato a domandarmi quanto possa essere utile piuttosto che nocivo il rinforzo muscolare, anche leggero, in fase di riabilitazione e ri-atletizzazione eseguito con i classici esercizi muscolari che aumentano le tensioni su strutture ancora non ben organizzate o che non sono del tutto libere.
Eseguendo alcune “posture decompensate” in “contrazione isometrica eccentrica”, i muscoli vengono sollecitati in maniera molto intensa e molto costruttiva, ottenendo risultati come: maggior fiducia nei movimenti, migliore stabilità, più libertà associata a forza ad angoli anche molto chiusi, non raggiunti altrimenti.
Stiamo proseguendo il percorso di ri-atletizzazione in questa direzione e non abbiamo più avuto alcuna regressione ma solo miglioramenti.

Rodolfo Cavaliere